Il progetto di un euro digitale nasce nel solco di una trasformazione profonda dei pagamenti in Europa. Negli ultimi due decenni l’uso del contante è diminuito, mentre i pagamenti elettronici e digitali sono diventati centrali nella vita quotidiana di cittadini e imprese. Allo stesso tempo, una parte rilevante delle transazioni europee continua a poggiare su infrastrutture extra‑UE, un elemento che ha acceso il dibattito sull’autonomia strategica nel campo dei pagamenti. È in questo contesto che la Banca centrale europea ha avviato, a partire dal 2020, una riflessione strutturata su una valuta digitale di banca centrale destinata al pubblico. Dopo una fase di studio e di ascolto degli stakeholder, la BCE ha avviato nel 2023 una fase di preparazione tecnica e normativa, chiarendo un punto fondamentale: l’eventuale emissione dell’euro digitale non è una decisione esclusivamente tecnica, ma richiede una cornice legislativa e un ampio consenso politico e sociale. Per la BCE, l’obiettivo non è inseguire una moda tecnologica, ma rispondere a mutamenti strutturali nel modo di pagare e preservare il ruolo della moneta pubblica nell’era digitale.

Nel posizionamento della BCE, l’euro digitale è concepito come un complemento, non come un sostituto, dei sistemi di pagamento esistenti. Cash, bonifici, carte e soluzioni innovative private restano elementi essenziali dell’ecosistema, chiamati a convivere e a competere. L’euro digitale dovrebbe offrire una forma di moneta di banca centrale utilizzabile in ambito digitale, sia online sia offline, con un livello elevato di sicurezza e di tutela della privacy. La BCE insiste sul fatto che non si tratta di creare uno strumento di investimento o di raccolta, proprio per evitare effetti distorsivi sul sistema bancario. In questa visione, l’euro digitale rafforzerebbe la resilienza dei pagamenti europei, offrendo un’opzione pubblica affidabile e interoperabile, capace di affiancare le soluzioni private e di ridurre la dipendenza strutturale da infrastrutture non europee, senza soffocare l’innovazione di mercato.

In questo scenario, il ruolo degli operatori europei dei pagamenti è cruciale, e Nexi si colloca come uno degli attori chiave per fare in modo che l’euro digitale vada a beneficio dell’intero ecosistema. Come grande player paneuropeo, Nexi può mettere a disposizione competenze industriali, capacità tecnologiche e una profonda conoscenza dei bisogni di esercenti, banche e consumatori. Il contributo non è solo infrastrutturale, ma anche di equilibrio: integrare al meglio l’euro digitale nelle soluzioni esistenti, evitando duplicazioni e complessità, e garantendo un’esperienza d’uso semplice e inclusiva. Inoltre, Nexi può fungere da ponte tra istituzioni pubbliche e mercato per tradurre gli obiettivi del progetto in soluzioni concrete e facilmente fruibili.

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